Le disgrazie di un cittadino ukraino in Italia
Abusi dei Carabinieri
Sono venuta a conoscenza di questa storia in quanto sono la segretaria dell’associazione “Vittime Senza Diritti” – associazione che si occupa degli eclatanti violazioni dei diritti umani in Italia. Estate scorsa un ukraino aveva chiesto aiuto in quanto per mano dei carabinieri era rimasto senza documenti personali e, non avendo possibilità di accedere all’albergo senza documenti, si è trovato a dormire per strada.
L’ukraino era riuscito a tornare a casa in Ukraina, però ogni volta quando vede o sente un italiano, lo perseguita con lo scopo di picchiarlo. Così fanno anche tanti altri ukraini che hanno subito gli abusi di potere in Italia.
Ecco la storia dell’ukraino:
Visitare l’Italia e vedere i monumenti dell’antichità era il suo sogno. Essendo un cittadino semplice e povero, padre di famiglia, non poteva neanche immaginare che un giorno avrebbe potuto realizzare il proprio sogno. Però quel giorno arrivò.
Ed ecco, raccogliendo tutti i risparmi, ottenendo un visto d’ingresso in Italia dall’ambasciata italiana in Ukraina, l’ukraino arriva in Italia in città Ferrara con la macchina e parcheggia su una piazza. Esce dalla macchina dopo una lunga notte di viaggio e comincia ad ammirare le bellezze di antichità.
Vicino a lui era parcheggiata la macchina di una famiglia italiana, con un bambino che andava sulla bici.
Improvvisamente è arrivata la macchina dei Carabinieri. Il bambino aveva parcheggiato la bici vicino alla macchina dell’ukraino.
I Carabinieri si sono avvicinati all’ukraino e hanno chiesto qualcosa che lui non aveva capito e in risposta ha dato ai Carabinieri i suoi documenti, quindi i Carabinieri hanno indicato con il dito sulla bici. L’ukraino ha indicato con il dito sul bambino.
I Carabinieri con i gesti hanno invitato l’ukraino a seguire loro. La famiglia italiana non è stata identificata e non è stata invitata di proseguire in caserma, anche se il pretesto dei Carabinieri era, come è stato scoperto dopo, la bicicletta rubata.
In caserma l’ukraino ha capito solo una parola : “mafia”. L’uomo è stato sottoposto alla perquisizione corporea e all’interrogazione di cui non capiva una parola. I Carabinieri hanno tentato di obbligarlo di firmare qualche foglio con il testo in italiano – senza convocare l’interprete ukraino. Alla fine l’uomo è stato buttato fuori caserma senza documenti personali.
In qualche maniera l’ukraino era riuscito a trovare un altro ukraino il cui da anni viveva in Italia e che gli ha fatto da interprete. Tramite questo interprete l’ukraino aveva appreso che Carabinieri che lo accusavano di furto della bicicletta e di avere i documenti (passaporto e patente) falsi. “Dove vado a dormire senza documenti? – chiedeva l’ukraino disperatamente, - Arrestatemi almeno…”. “Picchiami, allora ti arresto!” – rispondeva uno dei Carabinieri. “Perché accusate me di avere rubato la bicicletta se avevate visto anche voi il bambino italiano ad usarla?” …”Perché i miei documenti vi sembrano falsi? Telefonate all’ambasciata Ukraina per verificare! Prendete le mie impronte digitali…” – tentava ottenere la giustizia l’ukraino, inutilmente…
Così l’ukraino è rimasto sulla strada senza documenti, senza possibilità di affittare qualche stanza di un albergo e senza possibilità di proseguire il viaggio.
I Carabinieri hanno mandato i suoi documenti personali al RIS di Parma per verificare se fossero falsificati (!!!) sul posto di chiedere le informazioni dall’ambasciata Ukraina! Ognuno capisce che RIS può controllare solo la manomissione dei documenti, ma non la loro falsità originaria, il che può essere verificato esclusivamente nel paese d’origine del cittadino e del documento.
L’Ukraino aveva programmato di stare in Italia al massimo una settimana, invece senza documenti non riusciva a partire ed è rimasto in Italia ben 2 mesi! Ha perso il suo lavoro, il datore di lavoro gli ha presentato la richiesta di rimborsare i danni derivante dall’assenza senza preavviso, non ha potuto essere sulla cerimonia di consegna di diploma di maturità al suo figlio, la moglie aveva chiesto la separazione…
I Carabinieri non si erano preoccupati dove viveva il cittadino, in quali condizioni, come riusciva a mangiare senza un lavoro…
La nostra Associazione era intervenuta per sollecitare l’ambasciata Ukraina di rilasciare al cittadino un documento d’identità per ritornare in patria. Ricordo bene il disgusto con il quale l’ukraino descriveva la perquisizione personale compiuta su di lui dai Carabinieri (si chiede se esisteva l’Autorizzazione regolare delle autorità Giudiziarie?), i maltrattamenti e le umiliazioni ricevute…
La vita dell’ukraino è stata distrutta, è stato distrutto tutto che lui aveva creato nella vita – la sua famiglia. Adesso lui porta nel cuore un odio forte e acuto contro tutti gli italiani.
So che anche tanti altri cittadini ukraini hanno subiti simili trattamenti degradanti dai Carabinieri italiani – in maggioranza cittadini semplici e lavoratori. Gli ukraini-delinquenti, invece, non vanno mai fermati dai Carabinieri italiani…